Al Supermercato

[l'Anziano Signore] Sono qui, in questa mattina fredda e vuota .. mi aggiro in una specie di supermercato affollato di gente che compra e scappa via .. non so bene che cosa ci sono venuto a fare, non ricordo .. all'improvviso mi trovo davanti una bambina timida e sperduta: mi chino verso di lei .. sfugge .. cerco di rassicurarla .. cominciamo a parlare; il mio carrello con la spesa non so più dov'è, lei mi dice che si è persa, che ha paura di tutta quella gente intorno, che non la guarda neanche, che la spinge di qua e di là .. vorrebbe trovare l'uscita, tornare a vedere il sole, respirare aria pulita .. le dico: camminiamo insieme, finché siamo qua dentro, così magari io riesco a ricordare che cosa stavo facendo e tu riesci a ritrovare la via d'uscita .. vorremmo forse abbracciarci, ma siamo ambedue troppo timidi per farlo.. lo immaginiamo soltanto, ma forse ci basta per scaldarci un po' .. e parliamo, parliamo .. lei fa un po' i capricci, io mi arrabbio, lei non capisce .. ma non fugge via.. facciamo la pace e continiamo ad aggirarci in quel supermercato coem due fantasmi, in cerca di che ? forse io cerco lei e lei cerca me, ma non lo scopriremo mai ................

[la Bambina] Sono qui, la mattina è prodiga di sole e di luce ma avara di calore... è come se d'un tratto il sole avesse smesso di emanare il suo tiepido abbraccio a si fosse nascosto dietro la luce accecante di una affannosa mattina.
Il supermercato è stracolmo di gente, e io sono piccola, troppo piccola per sovrastare le altre teste così alte.. Ero attaccata alla mano di mia mamma ed ero sicura e spavalda.. fiera e nello stesso tempo curiosa e coraggiosa.. Mi attirava il luccichio dei giocattoli e ho lasciato la rassicurante mano... quella guida così sicura, a volte prepotente, altre volte gentile.. ma cosí amica e cosí piena di amore... Mi sono aggirata dapprincipio con curioso e giocoso orgoglio... poi un sentimento lento e strisciante di inadeguatezza, di inutilità ma soprattutto di trasparenza.. Mi attacco ai pantaloni di qualcuno credendo, quasi sperando che sia mio padre, ma non lo è... fa finta di sorridermi con educazione più che con gentilezza ma poi mi lascia di nuovo sola con grazia, ma io sono sempre più spaventata.. Mi invento un angolo nascosto e da lí continuo a guardare il via vai di gente che non conosco che mi spaventa.. A volte qualcuno mi spinge e mi rimette nella mischia ma non mi vede nessuno.. Sono stanca.. voglio più di tutto un volto amico cui appigliarmi... Non lo vedo dapprincipio, in quello strano signore con un po' di barba che si china verso di me... dice che vorrebbe aiutarmi a trovare l'uscita.. Io lo seguo, ho fiducia nella sua mano, ho fiducia nella sua buona fede, anche se non penso che riusciremo a trovare l'uscita.. Sembra che lui sia grande abbastanza per poterla trovare, ma è come se non volesse.. È come se questo suo aggirarsi semi sperduto con una bimba per mano non gli desse tanto fastidio... È quasi stranamente felice.. Ed io??
Io so che quella mano non riuscirà a farmi ritrovare il mio affetto perduto e non riuscirà neanche a farmi trovare l'uscita.. Forse potrà indicarla.. ma so che non mi ci porterà! So che non mi ci porterà nessuno!! Ma per adesso la sua mano è affettuosa... e io lo seguo.. a volte.. a volte mi fermo.. ma poi lo rivedo!

Lui sente tutto questo e per un momento si nasconde .. piange in silenzio perché ha capito che non può essere lui a far ritrovare alla piccola la sua via d'uscita, il suo affetto necessario e perduto, perché sa che è lei e solo lei che può farlo, trovare la forza dentro di sé e finalmente ritrovare la sua via e la sua vita .. ma non vuol farsi vedere da lei in quello stato .. non può perdere la sua fiducia, non una volta di più .. si asciuga in fretta le lacrime e si volta: lei è ancora lí, che lo aspetta, che vorrebbe vedere in lui un mago e invece ha davanti soltanto un sognatore, un folle, certo non un indifferente .. si danno la mano ..

Ma lei pensa che un sognatore sia il mago migliore al mondo. Non ha bisogno di vedere delle magie per credere nelle favole!

Scatole di spaghetti, barattoli di salsa .. finalmente la corsia della cioccolata ! "Ora ti faccio vedere una magia" lui dice "la sparizione della cioccolata!" prende una tavoletta, di quella nera, amara e la divide con lei fraternamente .. ora hanno le dita tutte impiastricciate di cioccolata squagliata .. si guardano e scoppiano a ridere.

Le risate sono benefiche.. sembra che tutto quello accaduto sia stato voluto... ed è positivo!
Ma adesso la bimba guarda quell'adulto con i suoi occhi che a volte fanno fatica a vedere il vero.. E vede tristezza... e a volte una sorta di nostalgia.. Perché quell'uomo cosí gentile è triste.. di cosa ha nostalgia?? La bimba gli allunga la cioccolata che tiene stretta in mano... è per lui!! è il suo modo di dire grazie, ma forse anche il suo modo di dirgli che se vuole può cercare anche lei di accompagnarlo alla sua uscita...

Lui accetta la cioccolata che lei gli offre e .. finalmente ha capito che cosa era entrato a fare in quel supermercato .. guarda verso di lei e sorride .. anche lei gli sorride, timida ..

Ma usciranno mai da quel supermercato? E poi? una volta fuori si rincontreranno ?? Si perderanno di vista?